La presenza delle zanzare non è soltanto un fastidio delle serate estive. Con la diffusione in Italia di virus trasmessi da questi insetti, primo fra tutti il West Nile virus, il controllo delle popolazioni di zanzare sta diventando sempre più anche una questione di sanità pubblica.
A richiamare l’attenzione sul problema è il microbiologo Francesco Broccolo dell’Università del Salento, che sottolinea la necessità di affiancare alle precauzioni adottate dai cittadini una strategia coordinata fatta di sorveglianza, controllo dei focolai e disinfestazioni mirate. Secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità riportati da ANSA, dall’inizio del 2026 in Italia sono stati registrati 432 casi confermati di infezione da West Nile virus e 17 decessi, con una circolazione del virus rilevata in 17 Regioni.
Non basta proteggersi dalle punture
Quando si parla di zanzare, tendiamo a pensare soprattutto a repellenti, zanzariere e prodotti da utilizzare quando gli insetti sono ormai presenti. Sono strumenti utili per diminuire la probabilità di essere punti, ma intervengono solamente su una parte del problema. Per ridurre realmente il numero di zanzare presenti in un territorio è necessario agire anche prima che raggiungano lo stadio adulto, individuando e limitando i luoghi nei quali possono riprodursi. Ed è proprio questo uno degli aspetti evidenziati dagli esperti. La strategia indicata comprende infatti il monitoraggio delle popolazioni di zanzare attraverso apposite trappole, l’individuazione delle zone nelle quali circolano i virus e interventi di disinfestazione concentrati sui focolai, utilizzando larvicidi e, quando necessario, prodotti contro gli insetti adulti.
La lotta alle zanzare comincia dall’acqua stagnante
Uno degli interventi più semplici riguarda l’eliminazione dei ristagni. Una zanzara non ha bisogno di uno stagno o di una grande quantità d’acqua per riprodursi. Anche piccole raccolte di acqua stagnante possono trasformarsi in un luogo adatto allo sviluppo delle larve. Sottovasi, secchi, annaffiatoi, bidoni per la raccolta dell’acqua piovana, tombini e altri contenitori lasciati all’aperto sono alcuni dei punti che vale la pena controllare periodicamente.

Quando l’acqua non può essere eliminata, è possibile intervenire attraverso specifici trattamenti larvicidi.
Tra le soluzioni disponibili troviamo, ad esempio, il Bacillus thuringiensis israelensis (Bti), un batterio utilizzato per il controllo biologico delle larve di zanzara. Il suo vantaggio è quello di intervenire in una fase molto precisa del ciclo dell’insetto: prima che la larva possa trasformarsi nella zanzara che vedremo volare qualche giorno dopo. In altre parole, eliminare una zanzara adulta significa eliminare un singolo insetto. Impedire lo sviluppo di un focolaio larvale significa invece evitare la nascita di numerosi nuovi esemplari.
West Nile: perché la sorveglianza è importante
Il West Nile virus viene trasmesso principalmente attraverso la puntura di zanzare infette. Le persone non sono però l’unico elemento coinvolto nella circolazione del virus: il ciclo interessa anche gli uccelli, mentre altri mammiferi, tra cui i cavalli, possono essere infettati. Per questo la sorveglianza non riguarda semplicemente il conteggio delle persone che sviluppano la malattia. L’approccio indicato dagli esperti è quello definito One Health, nel quale vengono messi insieme i dati provenienti dalla salute umana, dagli animali e dal monitoraggio degli insetti vettori. Questo permette di individuare più rapidamente le aree nelle quali il virus sta circolando e di concentrare gli interventi dove risultano maggiormente necessari.
E la malaria?
Nell’intervento viene affrontato anche il tema della malaria. La situazione italiana è molto diversa rispetto a quella del West Nile. Secondo quanto riportato da ANSA, nel nostro Paese vengono registrati ogni anno circa 700-800 casi di malaria, quasi tutti contratti all’estero. Al momento viene considerato molto improbabile un ritorno della malaria come malattia endemica in Italia. Esistono comunque casi molto rari collegati a zanzare infette accidentalmente trasportate attraverso aerei o bagagli, fenomeno conosciuto anche come “malaria da aeroporto”. Non significa quindi che dobbiamo aspettarci un ritorno della malaria in Italia, ma è un ulteriore esempio di quanto sia importante mantenere attivi sistemi di sorveglianza delle malattie trasmesse dagli insetti.
La prevenzione individuale rimane comunque importante
La necessità di interventi pubblici non significa che quello che facciamo nei nostri giardini sia inutile. Al contrario, una parte dei focolai può trovarsi proprio all’interno delle proprietà private.
Eliminare i ristagni d’acqua, controllare periodicamente tombini e contenitori e intervenire sulle larve contribuisce a ridurre il numero di zanzare che riescono a completare il proprio ciclo.
Il punto è che queste azioni funzionano ancora meglio quando fanno parte di una strategia più ampia. Se un cittadino elimina tutti i ristagni dal proprio giardino ma a poche decine di metri esiste un grande focolaio non controllato, le zanzare adulte possono comunque raggiungere la sua abitazione. Per questo il controllo delle zanzare richiede sia comportamenti corretti da parte dei cittadini sia interventi coordinati da parte delle amministrazioni e degli organismi sanitari.
Controllare le zanzare prima che diventino un problema
L’aumento dell’attenzione verso West Nile e altre malattie trasmesse dalle zanzare ci ricorda quindi un concetto importante: la disinfestazione non dovrebbe iniziare quando siamo già circondati dalle zanzare.

Monitorare i possibili focolai, eliminare l’acqua stagnante e intervenire sulle larve permette di ridurre a monte il numero di insetti adulti. Ed è probabilmente questa la differenza più importante tra il semplice tentativo di tenere lontane le zanzare dal nostro tavolo e una vera strategia di controllo della loro popolazione. Se vuoi saperne di più sui dati sulla diffusione del West Nile e le indicazioni degli esperti sulla necessità di rafforzare sorveglianza e disinfestazioni, è possibile leggere l’approfondimento pubblicato da ANSA